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Con il 92% della produzione dedicata ai mercati esteri, l’aceto balsamico di Modena Igp conquista il primo posto nei comparti certificati.
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Aceto Balsamico – L’ORO NERO CHE TRAINA L’EXPORT

24 Giu 2018, by YOUR SOLUTION in borsa, borsa italiana, cibo e business, food

L’ORO NERO CHE TRAINA L’EXPORT

Con il 92% della produzione dedicata ai mercati esteri, l’aceto balsamico di Modena Igp conquista il primo posto nei comparti certificati.

I prodotti italiani da sempre fanno gola ai palati stranieri. E uno soprattutto, l’aceto balsamico di Modena Igp (Indicazione geografica protetta), detiene addirittura il primato, con ben il 92% della produzione destinata oltreconfine (di cui circa la metà verso paesi extra Ue, Stati Uniti e Canada in testa). Secondo gli ultimi dati contenuti nel Rapporto Qualivita Ismea 2017, e riferiti al 2016, la produzione totale dell’oro nero Igp è arrivata a 97,5 milioni di litri (+3% sull’esercizio precedente e +5% rispetto a due anni fa), staccando i Dop (Denominazione di origine protetta) Modena e Reggio Emilia. L’Igp ha rappresentato il 99% dei volumi di produzione per un controvalore di 385 milioni di euro (5,8% sull’intero settore food certificato Dop e Igp) e il 26% del totale delle esportazioni del comparto food a indicazione geografica con 882 milioni. Mentre il valore al consumo si è attestato a circa 970 milioni.

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Le iniziative in campo

A contribuire alla diffusione dell’elisir, come lo chiamano lungo la via Emilia, c’è anche la frenetica attività del Consorzio di tutela dell’aceto balsamico di Modena Igp, che raggruppa 50 aziende ed è presieduto da una donna, Mariangela Grosoli. Dopo un piano di promozione “virtuale” in Germania e Francia, ad aprile ha preso il via il Progetto Usa, con durata fino al 2020, che prevede il coinvolgimento di istituti culinari, chef, blogger, giornalisti e influencer d’oltreoceano in eventi e attività su web e social network. Tanto che il New York Post, importante testata statunitense, ha già eletto Modena come capitale italiana del cibo con le sue 23 Indicazioni geografiche riconosciute, tra cui appunto l’aceto balsamico. Nella Penisola, fra le tante iniziative, dal 4 all’8 giugno il Consorzio ha puntato anche sulla degustazione nella carrozza ristorante delle Frecce di Trenitalia. Interventi “che si configurano come elemento di continuità con le attività già avviate negli anni scorsi per meglio monitorare i mercati e operare controlli antifrode sia sui canali di distribuzione tradizionale sia sul web, grazie a partnership già proficuamente in essere con altri organismi di vigilanza”, ha dichiarato alla stampa Federico Desimoni, direttore del Consorzio di tutela dell’aceto balsamico di Modena Igp.

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Quando passa lo straniero

E il successo continua anche oltre confine. Dopo l’Acetificio Carandini Emilio di Castelnuovo Rangone, caduto in mani tedesche tramite il fondo di private equity Aliante Partners, e la sempre castelnuovese Antichi Colli, che nel 2011 ha visto subentrare alla famiglia Bavieri il colosso francese dei condimenti Charbonneaux Brabant, nel 2017 è stata la volta di Acetum, leader mondiale nella produzione di aceto balsamico di Modena Igp e Dop con oltre 25 milioni di litri nel 2017 (quasi il 30% dell’intera produzione nazionale) e 102 milioni di euro di giro d’affari. La società di Cavezzo, attraverso il fondo Clessidra, è stata infatti acquisita dal gruppo inglese Associated british foods, quotato al London Stock Exchange (la Borsa di Londra), anche se nel nome della continuità i fondatori Cesare Mazzetti e Marco Bombarda sono rimasti rispettivamente come presidente e amministratore delegato.

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FONTE: borsaitaliana

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