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A cosa serve risparmiare?

10 Gen 2022, by YOUR SOLUTION in AIEF, educazione finanziaria

A cosa serve risparmiare?

A fare fronte a necessità future.

Le necessità possono essere tante e diverse.

Da quelle più simpatiche e costruttive, a quelle più tragiche e drammatiche.

Il risparmio serve a cristallizzare energie oggi, per poterle usare domani.

Acquistare una casa, fare fronte al costo delle cure per una malattia, pagare un debito di una persona cara, lasciare un’eredità, dire di no ad un lavoro inadeguato.

Sono solo alcune delle situazioni.

Il denaro ha permesso grandi passi avanti nella democratizzazione della società.

La traducibilità delle capacità individuali in moneta ha permesso anche a chi non fosse nobile o possidente di famiglia, ma fosse in compenso abile, scaltro e attivo, di creare ricchezza ed affrancarsi dalla necessità.

Ha reso possibile la permeabilità sociale e una maggiore individualizzazione dell’esistenza.

Dare un valore a tutti i beni, servizi inclusi, ha permesso di potere vivere affrancati dalle comunità e famiglie.

Forse persino troppo. Questo è un tema delicato e soggettivo.

Questa è un’altra storia, che prima o poi affronterò.

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“Risparmiare” è uno di quei verbi ormai ridicoli alle orecchie dei più.
Io invece più vado avanti e più sento che ha un senso.
E che ci sono concetti che non vanno fuori moda come un vestito o un tecnologia perché hanno a che fare con la dignità.

Qui il punto che mi piace toccare è invece che ho riscoperto con l’età il valore enorme e dimenticato del risparmio.

Io, con tanti altri baby boomer, figli della giornata del risparmio, ispirata ne 1924 da un economista italiano, Maffeo Pantaleoni e che si teneva nelle scuole il 31 di ottobre, quando ci regalavano un salvadanaio inespugnabile, inoculandoci un vaccino contro il consumo sconsiderato, me ne ero quasi scordato.

Adesso tra le golose piattaforme di acquisto online e i crack delle banche, i miliardari delle start-up, tra i guadagni favolosi delle crypto-valute e i maghi del trading online in Lamborghini questo concetto  del risparmio appare démodé e chi accantona con oculatezza e cautela si sente un imbecille pauroso o un becero e avido boicottatore della crescita economica incapace di cogliere la bellezza delle montagne russe finanziarie o la significatività del senso di realizzazione imprenditoriale di lasciare la propria impronta nella storia.

Ho fatto il commerciale da quando ho iniziato a lavorare, ho iniziato vendendo giornali porta a porta. Ho fondato un magazine sulla vendita.  Scrivo libri sulla vendita. Mi piace con responsabilità vendere.

So di cosa parlo.

Siamo tutti nel business di fare spendere gli altri, per potere poi risparmiare noi.

Non è in discussione il fatto che qualcuno faccia questo lavoro importante e abrasivo.

E’ in discussione che ciascuno di noi  come consumatore e cittadino abdichi invece alla sua responsabilità di decidere attentamente cosa acquistare e quanto risparmiare.

Il sistema è fatto per produrre ricchezza e benessere materiale non felicità o serenità.

Chi ci gioca deve saperlo senza passare la palla della responsabilità.

Per me rimane un punto che discuto spesso pubblicamente.

“Risparmia. Fotti il sistema o lui fotterà te. Risparmia”.

“Spendi in quello che ti rende felice. Fotti il sistema o lui fotterà te. Spendi solo in quello che ti rende felice, ammesso che tu sappia cosa ti rende felice”.

Da quando ho un figlio di cui, per certo, ho a cuore il futuro, non ho dubbi.

Avere dei soldi da parte serve per non dovere sacrificare la propria dignità.

La dignità che ti sembra di perdere quando devi dire a tuo figlio che non potrà frequentare quella scuola che vorrebbe perché costa.

La dignità che ti sembra di smarrire quando lasci i tuoi vecchi genitori senza assistenza.

La dignità che perdi per certo, quando devi dire di sì a capi sgangherati, incontentabili, irragionevoli e squilibrati perché ti servono quei fottuti mille euro che sennò in ferie  non si va.

E potrei aggiungere altri mille casi che tutti abbiamo sperimentato.

E occhio, che il risparmio è diverso dall’investimento.

Il primo deve dare certezza di farsi ritrovare.

Il secondo invece ha dentro il concetto di rischio.

E il rischio non serve per fortificare la dignità.

La dignità si nutre di solidità.

Morale, psicologica, fisica e monetaria.

Per le prime tre ci sono religioni, filosofie e palestre.

Che vendono soluzioni.

Guarda caso la quarta non ha grandi scuole o profeti.

Al giorno d’oggi non si guadagna consigliando di risparmiare.

E questo è proprio il buon motivo per diventare autodidatti alla svelta.

Pubblicato da

Sebastiano Zanolli
Manager, Advisor, Autore, Speaker | La Grande Differenza è raggiungere gli obiettivi mantenendo la propria umanità. Esperto nella gestione dei team durante i cambiamenti e in gestione dei conflitti organizzativi.

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